La prima R1 - Opinioni comuni
Per parlare di R1, niente di meglio delle persone che le guidano, ovvero i proprietari che le usano tutti i giorni e i giornalisti che testano moto da una vita. Abbiamo viaggiato in tutto il mondo, alla ricerca di queste persone, per scoprire cosa pensano davvero di Yamaha R1: come questa moto ha cambiato la loro vita, come ha dato loro le prestazioni che hanno sognato per anni e perché è uno dei modelli più venduti al mondo, dall’Europa, all’Australia, al Nord America.
Thierry Traccan
Tester ufficiale Moto Revue, Francia"R1 è una moto fatta di passione, oggetto della fantasia di molti. Quando fu lanciata la prima volta nel 1998, venne subito riconosciuta come espressione di un nuovo concetto di supersportiva, più radicale, più efficace, più potente e leggera, con un sistema frenante eccellente. Di serie nasce con standard straordinari, in grado di offrire il massimo delle performance sportive".
Shunji Yatsushiro
Giornalista, Bike Magazine, Giappone"Vorrei sottolineare l’incredibile sensazione di soddisfazione che si prova quando si sente che questa moto offre il più totale controllo. Il fermo desiderio dei costruttori di R1 era di realizzare la moto come l’avevano ideata, senza compromessi; questo ha portato alla creazione di un prodotto divertente, di alto livello, caratteristiche molto apprezzate dai proprietari di R1. Il loro cuore è stato colpito direttamente dalla passione dei suoi creatori. Credo che questo sia ciò che rende R1 un modello rivoluzionario".
Kent Kunitsugu
Giornalista di motociclismo e proprietario R1, USA"Se guardate sul dizionario la parola “innovativo” troverete sicuramente una foto di Yamaha YFZ-R1. Naturalmente prima dell’arrivo di R1 in giro c’erano molte supersportive che offrivano in combinazione la potenza di una 1000cc con una ciclistica da media cilindrata. Nessuna però come R1 è stata creata in modo tale da costituire sia un punto di riferimento in fatto di prestazioni, che un nuovo standard nell’innovazione tecnica e di design. Anche alcuni dei migliori ingegneri e designer italiani hanno ammesso che sono rimasti impressionati dalla creatività espressa da R1. Ma in effetti questo non significa molto per me. Io volevo solo una moto in grado di tagliare le curve come il proverbiale coltello caldo che affonda nel burro. Ed è esattamente quello che fa R1".
Ken Wooton
Editore, Australian Motorcycle News, Australia"L’Australia in generale, e io in particolare, sembriamo aver sviluppato una relazione sentimentale stabile con Yamaha R1. Per me, tutto è iniziato con il lancio mondiale nel novembre del 1997. In quella occasione, scrissi: “Ecco una moto con le dimensioni, la leggerezza e la scioltezza di un 600. Ha anche un motore che risponde in modo impressionante, con la potenza di un 1000, ma anche con una coppia che non ti costringe a usare il piede sinistro come se giocassi a flipper”. Insomma, può essere che la R1 abbia ridefinito il concetto di supersportiva? In qualità di vincitrice per ben tre volte del titolo di Moto dell’anno per l’Australian Motorcycle News, come supersportiva più venduta in Australia per tre anni consecutivi, ci puoi scommettere!"
John Ulrich
Editore, Roadracingworld.com, California, USA"YZF-R1 sembrava aver sconvolto le regole quando fu presentata alla stampa ad Alicante, in Spagna, nel novembre del 1997. Con i suoi 150 cavalli, rispettava tutti gli standard più restrittivi per le emissioni, non aveva alcun problema e aveva lasciato il solco su varie piste. E per gli appassionati, era un pacchetto tecnico completo. Quindi non deve sorprendere che R1 sia diventata immediatamente la moto da possedere assolutamente, acquistando sempre più rilevanza anche nei tracciati americani. La moto ha avuto successo nelle vendite, così quando ho scritto l’articolo dopo la presentazione stampa ho concluso in questo modo: “É stata impartita una lezione e costruita la supersportiva migliore, e molti l’acquisteranno”. Ora, dopo quattro anni, credo che in definitiva la lezione di R1 faccia ancora scuola nel mondo del motociclismo".
Jim Crooks
Gestore scuola guida e proprietario R1, Australia"La mia R1 è stata la prima ad essere registrata in Australia ed era mia intenzione di usarla per divertirmi tutti i giorni. Ho percorso 80.000 km e ogni volta che salgo sulla mia moto sono ancora pazzo di lei per la potenza, il modo con cui è costruita, la qualità, l’affidabilità: come il primo giorno che l’ho accesa. La mia R1 non mi ha mai lasciato a piedi e questo è davvero importante dato che la uso quando conduco le mie lezioni di guida. R1 va, frena e curva meglio di qualsiasi altra moto che io ho abbia mai guidato. Non riesco ad immaginarmi di volere altro e non posso aspettare di provare l’ultimo modello R1!"
Jason Palmer
Elettricista e proprietario R1, Inghilterra"R1 ha cambiato tutto, è stato un grande passo in avanti per i piloti di supersportive. È stata la sua potenza, la sua leggerezza e il suo aspetto che mi ha convinto a comprarla, oltre alla sua compattezza e alla sua linea. Io non posso pensare di comprare qualcosa di diverso, non c’è nulla che le stia davanti. La uso tutto il tempo su strada e talvolta vado anche in pista. La mia moto è completamente di serie, tranne il terminale e l’ammortizzatore di sterzo".
Jason McVicar
Detentore di record e proprietario R1, Canada"Ho iniziato a guidare moto nel 1996 durante il Bonneville Speed Week. Nel 1999 tutti parlavano di R1, così ne ho comprata una e ho iniziato a prepararla per la pista. Il motore non si era ancora raffreddato dopo essere tornato a casa dal negozio, quando ho dato una staccata, meravigliato per l’agilità del motore. Quell’anno a Bonneville stabilimmo molti record con modelli di serie e modificate, poi andammo a El Mirage in California e anche li stabilimmo il record con modelli di serie. Da allora, continuammo a mietere record senza avere problemi meccanici, nonostante il motore fosse stato sigillato nell’agosto del 1999 e non fosse più stato smontato da allora. È impressionante considerare il numero di miglia da me percorse al limite della linea rossa dei giri. L’evoluzione della mia R1 è durata tre anni ed è culminata con la mia entrata nel club Bonneville 200mph, nello Speed Week dell’agosto del 2001. Ci sono solo 36 piloti in questo club, meno del numero di persone che hanno scalato l’Everest l’anno scorso!"
